I Prodotti Chimici e la Casa.

Detersivi generali per tessuti I detersivi naturali, cioè i saponi, sono stati progressivamente soppiantati, per il lavaggio dei tessuti, dai detersivi sintetici, in particolare dagli anni ‘50.  Questi prodotti, pur continuando ad esistere come saponi di toeletta, sono stati sostituiti dai detersivi sintetici a causa del fatto che in presenza di acque dure i saponi tendono a formare precipitati, cioè composti insolubili, e quindi a non fare la caratteristica schiuma.  I detersivi per tessuti contengono, oltre ai tensioattivi (media 15%), attivi nella rimozione dello sporco, altre sostanze che hanno vari scopi, tra cui quello di mantenere efficiente l’azione dei tensioattivi.   Tali prodotti sono: i cosiddetti “builders”, che hanno in particolare lo scopo di addolcire l’acqua e disperdere lo sporco.  Essi sono costituiti essenzialmente da: Tripolifosfati (media 10%), che sequestrano i metalli, impedendo la precipitazione di sali insolubili.  Il loro effetto è accresciuto dalla contemporanea presenza di silicati.

Sbiancanti, che possono essere: candeggianti, come il perborato di sodio (media 25%), che a caldo (60-70°C) libera perossido di idrogeno (acqua ossigenata) che ha effetto sbiancante.  Purtroppo, sopra gli 80°C il perborato si decompone troppo velocemente danneggiando i tessuti, e sotto i 60°C non agisce, necessitando di attivatori e stabilizzanti, che sono sali di calcio che agiscono in presenza di alta percentuale di polifosfati.  Insieme o al posto dei candeggianti chimici si introducono spesso particolari enzimi (circa 1%), che hanno azione a bassa temperatura, cioè sotto i 60°C.

Azzurranti ottici, che danno solo un maggiore effetto visuale al bianco dei tessuti, ma senza effetto candeggiante: poiché la luce contiene anche delle radiazioni non percepibili dai nostri occhi( radiazioni ultraviolette), questi composti le trasformano in radiazioni visibili, così la luce che proviene dal bucato lavato con azzurranti è più intensa e a noi sembra di vedere più bianco) additivi ( dal 20% in su), che si aggiungono spesso solo per aumentare il peso del prodotto.  Questi composti sono sali (generalmente solfati) che danno al bucato maggiore ruvidezza, inoltre lasciano una massa vischiosa e poco solubile intasando i pozzi neri.

Ammorbidenti, usati per togliere la ruvidezza ai tessuti; sono costituiti da tensioattivi cationici (5-15%) e alcoli, che si attaccano alle fibre dando al bucato una maggiore morbidezza.

Candeggianti commerciali Sono prodotti per smacchiare e candeggiare i tessuti.  Possono contenere sodio ipoclorito, perborato, acido cloridrico, dicloroisocianurato di sodio.  La candeggina commerciale ad esempio contiene, oltre al sodio ipoclorito, anche perborato e acido cloridrico al 15%.  Questi prodotti vengono usati anche per la pulizia delle superfici.  L’ipoclorito di sodio, la comune varechina, è molto usato.  Agisce come ossidante sulle macchie colorate trasformandole in sostanze incolori.  Si trova nei prodotti sbiancanti in concentrazione dal 3 al 7 % .

Smacchiatori Gli smacchiatori liquidi sono miscele di solventi organici, efficaci soprattutto per le macchie di grasso.  Quelli in pasta sono un impasto di solventi con adsorbenti in polvere tipo magnesia, cellulosa.  I principali solventi sono: tricloroetilene, tricloroetano, cloroformio, tetracloroetilene.

Pulizia delle pelli I prodotti spray contengono propellente e sostanze impregnanti al silicone.  Per le calzature si usano cere sciolte in trementina ed emulsioni oleose contenenti cere in benzina ed acqua.  Gli autolucidanti contengono polimeri sciolti in glicole; gli impermeabilizzanti sigillano le fibre del cuoio senza però chiudere i pori.

2. 1. 2 – Pulizia e trattamento delle superfici

Detersivi multiuso e abrasivi per superfici in generale La differenza tra detersivi multiuso e abrasivi sta nell’azione più efficace per questi ultimi nel togliere lo sporco per strofinio. Gli abrasivi in polvere o liquidi contengono soprattutto granelli di quarzo o marmo, poco tensioattivo (3%), ed alcuni contengono anche candeggianti, costituiti da 1-2% di dicloroisocianurato di sodio, prodotto che libera cloro.  I detersivi multiuso contengono invece molto più tensioattivo (10-14%), fosfati (5%), urea (5%) e disinfettanti a base di prodotti di condensazione ammina – aldeide.

Detersivi per stoviglie E’ accertato che in un anno una persona ingerisce mediamente da 0,1 a 1 g di tensioattivi, che rimangono sui piatti appena lavati.  In alcuni paesi c’è anche l’usanza di lavare i piatti e riporli senza risciacquo.

Detersivi per piatti a lavaggio manuale sono meno aggressivi di quelli per lavastoviglie.  Essi contengono 10-20% di tensioattivo, e per il resto fosfati, essenze profumate, alcol, coloranti, e alcuni contengono sostanze protettive per la pelle.  Alcuni contengono anche tensioattivi cationici che hanno l’effetto di dare lucidità alle stoviglie, eliminando l’effetto provocato dalle macchie che lascia l’evaporazione dell’acqua. Quelli in polvere contengono sali anche per il 50-80%, come carbonato, silicato, solfato, citrato di sodio.

Detersivi per lavastoviglie fanno una pulizia più profonda, a temperatura più alta (50-60°C) ed hanno azione igienizzante.  Sono in genere molto alcalini perché contengono soda caustica, fosfati (6%) e sostanze cloranti come il dicloroisocianurato di sodio (2%) che distrugge i batteri. Le macchine lavastoviglie contengono anche resine scambiatrici per addolcire l’acqua e prevenire le incrostazioni calcaree che a lungo andare rovinano i meccanismi.  Le resine necessitano di sale da cucina alla fine per essere ripristinate. Ai detersivi per lavastoviglie viene sommata poi l’azione dei “brillantanti”, che contengono un alto contenuto di tensioattivi non ionici (20-50%) allo scopo di evitare la formazione di ombre calcaree dovute all’evaporazione delle gocce d’acqua sui piatti.  Contengono inoltre alcol isopropilico (20%) e acidi come l’acido citrico (20%) per annullare l’effetto alcalino dei detersivi.

Detersivi speciali per altre superfici

I detersivi per forni contengono, spesso in forma spray, soda caustica (15%) assieme a tensioattivi e solventi organici (10%).  Questi prodotti servono a togliere le incrostazioni sulle pareti dei forni.

I detersivi per vetri e specchi contengono tensioattivi anionici con solventi organici come glicoletere o isopropanolo (10%).  Il tensioattivo ha lo scopo di facilitare la bagnabilità del vetro per l’attacco allo sporco, il solvente quello di sciogliere lo sporco.  Il glicoletere è molto usato anche per la sua alta velocità di evaporazione.  Purtroppo questa sostanza contiene quasi sempre piccole quantità del glicol corrispondente (glicol etilenico o glicol butilenico) che ne fanno aumentare la pericolosità.  Attualmente sono molto in uso i prodotti multiuso, cioè adatti a qualsiasi tipo di superficie.  Possono contenere anche ammoniaca e fosfati.

I detergenti per metalli hanno il compito di asportare il sottile strato di ossido o di solfuro nel caso dell’argento, che si forma sul metallo rendendolo opaco. Il trattamento per l’argento è diverso da quello di altri metalli o leghe.  Per asportare lo strato di solfuro si usano creme a base di tensioattivi, tiourea e acido cloridrico, che, togliendo lo strato di solfuro, asportano anche un sottile strato di metallo . Per gli altri metalli si usa un preparato di tensioattivi (15%), terra argillosa e benzina (35%).  Spesso si usa anche acido fosforico concentrato (3-40%).

I derugginanti contengono acido fosforico concentrato (40%), acido cloridrico, alcoli e fosfati di zinco ed alluminio.

Detersivi per lavabi e WC

I detersivi per disgorgo lavabi sono tra i prodotti più tossici.  Contengono soda caustica(70 – 100 %) che ha il compito di saponificare i residui grassi e mandare in soluzione prodotti cheratinosi come i capelli.  Contengono anche granuli di alluminio o zinco (2%),che in ambiente alcalino sviluppano idrogeno.  Per evitare una possibile esplosione si aggiunge nitrato di sodio (15%) che con idrogeno forma ammoniaca.  I gas favoriscono la rimozione degli ingorghi.  Questo prodotto sviluppa molto calore, ed è molto aggressivo. Se il prodotto è allo stato liquido, può contenere anche ipoclorito di sodio, che sviluppa meno calore.

I disincrostanti per calcare ed acidi urici nel WC sono prodotti acidi o alcalini.  Quelli acidi in polvere contengono bisolfato di sodio (87%) e acido solfammico, oppure se liquidi contengono acido cloridrico e fosforico (20-30%), solforico, formico, oltre a tensioattivi (7%).  Quelli alcalini contengono, oltre al tensioattivo (4%) , ipoclorito di sodio (67%), assieme a formaldeide, fenoli o clorofenoli.

Detersivi e lucidanti per pavimenti

I detersivi autolucidanti per pavimenti contengono, oltre a cera, polimeri acrilici ricavati per sintesi da prodotti del petrolio, sciolti in solventi idrosolubili come glicoletere.  Essi formano sul pavimento una pellicola di plastica, che dà l’effetto di lucidità: il guaio è che per eliminarla bisogna usare detersivi e prodotti molto aggressivi, come ammoniaca e solventi.  Inoltre dalla loro evaporazione dal pavimento escono i vapori che vengono inalati.  Infatti questi prodotti non richiedono risciacquo, e le sostanze chimiche rimangono sul pavimento.

Le cere sintetiche per pavimenti sono polimeri dal petrolio, come copolimeri stirolo-acrilato in concentrazione maggiore ed emanano un odore che non è salutare.  Per i mobili in legno vengono usati prodotti lucidanti di sintesi, che contengono solventi organici come xilolo, toluolo, tricloroetilene.  Alcuni detersivi per pavimenti contengono anche solventi organici per eliminare possibili residui di cera.

http://blognews.wblogin.com/

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