Tre italiani su dieci cercano al supermercato prodotti “eco”

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Sugli scaffali dei supermercati gli italiani cercano sempre più i prodotti “puliti”.

L’ecosostenibilità, infatti, è una leva d’acquisto ormai per il 30% dei consumatori: lo rivela la ricerca di Gfk Eurisko e Assocasa (l’Associazione nazionale detergenti e specialità per l’industria e per la casa). L’indagine è stata condotta su un campione di 1.200 responsabili degli acquisti.

Ma ecco i numeri: se il 30% degli intervistati conferma di dare moltissima importanza alla ecosostenibilità dei prodotti, il 60% sarebbe addirittura disposto a pagare fino al 10% in più per generi certificati, cioè realizzati garantendo il pieno rispetto delle persone e dell’ambiente.

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Le allergie: ecco tutto quel che si deve sapere per curarle e vivere in serenità

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Le sostanze allergizzanti

Gli allergeni entrano in contatto con l’organismo soprattutto attraverso l’aria respirata. I più comuni e noti sono i pollini delle piante e delle erbe presenti nell’aria da metà gennaio a fine settembre. Vediamo quali sono i periodi della loro comparsa nell’aria.

NOCCIOLO: da gennaio a fine marzo.

OLMO: da metà febbraio ad aprile.

PIOPPO E SALICE: da marzo a fine maggio.

PARIETARIA: da maggio a settembre ( soprattutto sulle coste a sud dell’Italia )

BETULLA: da aprile a metà giugno.

QUERCIA, FAGGIO, PLATINO, PINO: da metà maggio a metà agosto.

PIANTAGGINE, ACETOSA: da maggio ad agosto.

GRAMINACEE: da metà maggio a metà settembre.

TARASSACO: da maggio a giugno.

ORTICA: da maggio a settembre inoltrato.

Anche se non appartengono alle allergie stagionali è comunque importante citare gli “allergeni da casa”, presenti ovviamente nel corso di tutto l’anno ma che danno gli stessi sintomi di quelli stagionali e sono:

Prodotti che si trovano sulla desquamazione della cute di animali presenti nelle nostre case come cani, gatti, uccelli, conigli, cavie.

Prodotti fecali di un acaro, il dermatofagoide, che vive negli ambienti polverosi e umidi, specialmente nei materassi di lana, nei tappeti e nelle moquette.

Quali sono i sintomi

L’allergia può interessare tutte le persone a qualsiasi età e senza differenze di sesso; si manifesta a volte all’apparato gastroenterico con nausea, vomito, diarrea ( rara e non stagionale )

Vediamo di quest’ultimo quali sono le sue manifestazioni più fastidiose.

Sintomi nasali: starnuti ripetuti, secrezioni acquose nasali, naso chiuso, prurito.

Sintomi oculari: prurito, arrossamento, gonfiore, lacrimazione, fastidio alla luce.

Sintomi respiratori: senso di mancanza d’aria, tosse di origine irritativa, respiro affannoso e accorciato.

Sintomi cutanei: prurito, gonfiori, arrossamenti, ponfi.

Sintomo frequente in tutti: la stanchezza e l’irritabilità.

Tutti i sintomi possono presentarsi singolarmente o variamente associati nei casi più gravi, soprattutto in quelle persone che presentano allergie stagionali da molti anni può esserci una complicanza asmatica.

Come si diagnostica

In genere la diagnosi in un primo tempo si basa sulla presenza di sintomi descritti che si presentano in prevalenza durante la primavera o l’estate. In un secondo tempo si pratica un test fondamentale per fare una sicura diagnosi di allergia e, cosa importante, per individuare la sostanza che il sistema immunitario, per errore, considera estremamente nociva. Vediamolo.

Prick test. Questa prova diagnostica è anche chiamata test cutaneo o cutireazione con allergeni. Si praticano delle “scarnificazioni” non sanguinanti e non dolorose cutanee di un centimetro sulla faccia interna del braccio e distanti fra loro almeno due centimetri. Su ognuna si depone una goccia di soluzione acquosa di differenti sostanze ( allergeni ). Se c’è reazione positiva, cioè si è allergici a una o più sostanze, entro 10-20 minuti si forma un ponfo roseo e pruriginoso là dove l’allergene specifico è stato deposto.

Per i casi dubbi occorre effettuare il rast, ovvero un test basato su di un prelievo di sangue e sulla ricerca degli anticorpi specifici presenti per una o più sostanze allergizzanti.

Esiste un terzo test chiamato “provocazione bronchiale” agli allergeni, cioè si osserva la reazione delle mucose bronchiali ( bronco-costruzioni ) inalando vaporizzazioni infinitesimali di allergeni.

Come si cura

Affrontiamo ora i vari metodi di cura, secondo la medicina allopatica ( medicina ufficiale occidentale ) e secondo le cosiddette medicine naturali o alternative ( omeopatia, agopuntura ).

Medicina ufficiale
La terapia specifica ( sui sintomi ) viene attuata con cromogliato disodico, farmaco che blocca gli anticorpi, e con antistaminici, farmaci che bloccano l’istamina, cioè la sostanza con la quale gli anticorpi reagiscono con gli allergeni. Nelle forme più acute si utilizzano i cortisonici, farmaci che bloccano il sistema immunitario con più decisione ( e con più tossicità collaterale ). La terapia specifica invece viene attuata, dopo il prick e/o il rast test, con somministrazione sottocutanea do dosi, aumentanti via via, di estratto acquoso contenente l’allergene. Le iniezioni si praticano ogni 2-3 giorni ( nelle composizioni “retard” ogni 7-10 gg.) e, come nel caso dei pollini, sono da effettuare per tutto il periodo in cui è presente nell’aria l’allergene. E’ questa una vera e propria immunoterapia vaccinica attraverso la quale si cerca di riparare all’errore del sistema immunitario facendolo per così dire “abituare” alla presenza delle sostanze allergizzanti. Due sono gli aspetti dubbi su quest’ultima cura, peraltro in alcune persone efficace per molto tempo: il primo è che un individuo allergico a una sostanza può allergizzarsi ad altre; il secondo è che, nonostante tutto, in molti casi il sistema immunitario continua, non si sa per quale ragione, a perpetuare l’errore.

Tutte le cause

A tutt’oggi non è possibile chiarire con assoluta precisione le cause di questo “errore” del sistema immunitario, pur tuttavia sapendo come avvengono i meccanismi ( descritti prima ) di allergizzazione non si riesce ancora a stabilire con sicurezza chi è a rischio, chi no. Una delle poche cose che i medici oggi sanno è che non è uguale per tutti il tempo di allergizzazione ( tempo che trascorre tra il primo contatto con la sostanza e lo “scatenamento” dei sintomi ): infatti è dimostrato che questo periodo può variare da appena qualche giorno addirittura a diversi anni!

Altrettanto noto è che vi sia una percentuale di ereditarietà, cioè si riscontra che il 30% dei bambini che hanno un genitore che soffre di allergia possono sviluppare fenomeni allergici dello stesso tipo anche quando sono in età adulta.

http://www.mybestlife.com/ita_salute/incasodi/allergie.htm

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www.vbc-genomics.at

www.azsalute.it

Pulire piscine senza detergenti chimici

Piscine

Con le alte temperature noi esseri umani si corre all’acqua, sia essa di doccia casalinga, di baia o di oceano, o di piscina comunale. Nell’ultimo caso, nel momento in cui ci tuffiamo, siamo consapevoli di fare il bagno nel cloro e in altri detergenti chimici, necessari per l’igiene, soprattutto se la piscina è pubblica.

Tuttavia, esiste un modo per pulire le piscine senza l’uso di agenti chimici, in maniera del tutto naturale, attraverso l’uso di piante acquatiche che puliscono le piscine abbastanza bene da rispettare gli elevati standard della Comunità Europea.

La zona dove si piantano le piscine è chiamata “di rigenerazione” ed è divisa dalla piscina vera e propria tramite un muro appena più basso della superficie dell’acqua. Il sole riscalda l’acqua della zona di rigenerazione, che poi passa nella piscina vera e propria, portando con sé i microrganismi spazzini. Ci vogliono circa 60 giorni dal momento in cui si piantano le piante, affinché la piscina naturale sia pronta. Dopo la creazione della zona di rigenerazione le rane la invaderanno e le libellule ci faranno la loro dimora, ma vi terranno liberi da moscerini e insetti, nutrendosene.

Se si possiede una piscina comune, convertirla in una piscina naturale al 100% potrebbe essere troppo dispendioso, ma ci sono delle vie intermedie per passare da una piscina tradizionale ad una naturale, evitando la ricostruzione: l‘ozonizzazione, la luce ultravioletta e la depurazione naturale con i sistemi Biotop, un’azienda austriaca specializzata nella realizzazione di piscine naturali.

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PROBLEMI RISCONTRATI NELLE ATTIVITÀ DOMESTICHE

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La casa: chi non ha mai avuto a che fare, anche fuori della normale attività lavorativa, con attività domestiche?

Chiunque si dedica alla quotidiana gestione della casa, cioè ordine, pulizia, preparazione dei pasti, ecc. , o agli hobbies preferiti, o alla manutenzione del cortile o del giardino di casa, ha la necessità di venire a contatto con prodotti chimici che hanno lo scopo di aiutare a rendere più efficaci le nostre azioni.

Secondo alcuni la casa è il principale luogo di lavoro nel mondo, ed anche qui, come in tutti i luoghi di lavoro, il processo di razionalizzazione ed automazione è ai nostri giorni incessante.  L’impiego di prodotti chimici è cresciuto fortemente negli ultimi trent’anni, sia per la tendenza ad una maggior pulizia, sia per la rincorsa a volte nevrotica a risultati di maggior effetto.  A questo contribuisce la spinta pubblicitaria, molto forte in questo mercato caratterizzato da grande concorrenza.  Alcuni prodotti, anche lungamente commercializzati, e quindi alla portata di tutti, si possono rivelare veri e propri veleni per chi ne fa uso improprio, e ne sono prova i frequenti incidenti che si verificano all’interno delle mura domestiche.  Ogni anno in Italia si verificano ben 2. 700. 000 infortuni in casa, di cui 8. 500 mortali, lo stesso numero di morti che avvengono per incidenti stradali.  Più della metà degli incidenti è subito dalle donne, il 14% da bambini piccoli.  In particolare sono al terzo posto, con circa 11. 000 casi ogni anno, le intossicazioni provocate da ingestione, inalazione e contatto di prodotti usati comunemente.

Spesso tali prodotti non contengono le necessarie informazioni di sicurezza, anche se molto è stato fatto in questi anni per una corretta informazione dell’utente.  Le principali cause di incidenti sono infatti :

  • mancata custodia di prodotti nocivi in luoghi protetti

  • insufficiente etichettatura

  • contenitori inadeguati per una completa sicurezza

  • insufficiente conoscenza dei prodotti

  • scambio con prodotti commestibili

Un altro problema, come si può spesso vedere da questo studio, è che alcuni prodotti dannosi sono vietati solo in alcuni paesi, e non in altri, oltre al fatto che le direttive EU che impongono alcune restrizioni vengono recepite ed attuate non da tutti i paesi europei.

Ma, anche non tenendo conto delle intossicazioni accidentali, bisogna tenere conto che un’intera categoria , cioè le donne che lavorano in casa, è esposta quotidianamente a sostanze più o meno nocive manipolate durante l’attività lavorativa, la convivenza e confidenza con le quali porta spesso ad un uso incurante dei rischi, nonostante l’esistenza di prodotti sempre più energici . Le casalinghe sono infatti le più affette da dermatiti sia come irritazioni che come allergie, provenienti dal migliaio di prodotti per l’uso domestico.  Da una statistica effettuata su donne, i casi di affezione bronchiale sono il doppio tra le casalinghe che tra le donne impiegate fuori casa.  Lo stesso si può dire per le intossicazioni e gli avvelenamenti. Bisogna sapere inoltre che, sebbene il nostro organismo sia dotato di meccanismi di disintossicazione, in condizioni di sovraccarico tali meccanismi non funzionano adeguatamente, e le sostanze estranee si accumulano, provocando intossicazione dopo un tempo più o meno lungo.  Questa è la ragione per cui gli effetti non sono così facilmente attribuibili alle cause. La natura funziona allo stesso modo, riuscendo a smaltire ma solo in tempi lunghi le sostanze dannose.  Molto raramente si tiene nel dovuto conto l’impatto ambientale che deriva dall’uso indiscriminato di prodotti nocivi, con danneggiamento delle nostre risorse naturali.  Questo manuale vuole essere un contributo alla migliore conoscenza dei prodotti chimici che usiamo in casa, allo scopo di rendere più sicuro il loro uso, ed anche cercando di far capire come sia possibile ridurli, ed in alcuni casi di sostituirli con prodotti di simile efficacia, e meno nocivi all’uomo ed all’ambiente.  La scommessa sta allora nell’individuare con esattezza i veri pericoli, senza creare eccessivi allarmismi, e senza creare un facile “business” alternativo.

E da parte del consumatore si chiede buon senso, volontà di dosare e possibilmente ridurre con consapevolezza i consumi, unendo al rispetto per la propria salute quello per la natura.  Il manuale prende in esame tre tipi principali di attività: cura della casa, cura e manutenzione dell’esterno (orto, giardino, cortile), attività del tempo libero.

scuole.provincia.so.it/

www.nutrizioneedieta.com

www.dirittisociali.org

Ridurre fertilizzanti , insetticidi e pesticidi – prodotti alternativi

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Mentre al giorno d’oggi è praticamente impossibile eliminare questi prodotti a livello agricolo – industriale, è invece opportuno che le colture a livello familiare ne siano immuni, se non completamente, almeno per buona parte.  Bisogna tenere presente che molti animali e piante possiedono difese naturali contro insetti e malattie. E’ stato osservato che lasciando a bagno in acqua per dieci minuti il vegetale con un cucchiaio di bicarbonato di sodio e di sale da cucina, si liberano gran parte delle impurità e degli antiparassitari presenti.  Naturalmente l’effetto si ha solo sulle foglie e la buccia, non per quelli già penetrati all’interno del vegetale durante lo sviluppo. In ogni caso, le piante indigene sono meno attaccabili dai parassiti rispetto alle piante esotiche. Per concimare il giardino si possono usare concimi naturali.  Se non si vuole usare il letame, si può produrre artigianalmente il compost. Insetticidi

Per le mosche e zanzare: Si può usare essenza di lavanda o di geranio, o foglie di ricino, o limoni o arance interi con inseriti dei chiodi di garofano.  Questo metodo va bene anche per le tarme.  Anche il piretro è poco dannoso, però è molto difficile trovarlo da solo, è quasi sempre accompagnato da altri prodotti di sintesi più tossici.

Per le formiche: è consigliabile comunque una accurata pulizia del pavimento, in modo da non lasciare frammenti di cibo; inoltre si può usare cannella e fette di limone , o acqua bollente versata nelle tane.  Un altro prodotto chimico efficace ed abbastanza sicuro è il borace .

Erbicidi

Un’alternativa ai prodotti di sintesi è l’uso di latte di calce al 5%, con polisolfuro di calcio 3g/l, oppure soluzione di clorato di sodio al 5% in acqua.  Il problema di questi diserbanti è che distruggono tutte le erbe, mentre gli altri sono selettivi.

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www.eat-ing.net

www.comportamentoconsapevole.it

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Ridurre solventi e vernici e prodotti alternativi

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Alcuni metodi alternativi per le macchie :

Macchie di grasso: impiegare sale sciolto in alcol o in ammoniaca, spazzolare delicatamente e sciacquare con acqua tiepida.

Macchie di vino rosso: assorbire la macchia con sale poi risciacquare

Macchie di frutta: Lavare a freddo o usare succo di limone

Macchie di pomodoro: lavare con acqua calda e sapone

Macchie di sangue, uova, cacao: ammorbidire in acqua fredda e sale, risciacquare con abbondante acqua tiepida saponosa.  Le macchie più vecchie vanno tenute in ammollo per una notte

Macchie di inchiostro: immergere subito in yogurt, e se non riesce, in aceto e alcol, risciacquare con molta acqua.

Vernici Vista l’elevata tossicità dei solventi organici, stanno acquistando sempre maggiore importanza i prodotti a base acquosa.  Esse contengono al massimo il 15% di solventi organici, e garantiscono perciò una maggiore sicurezza, per la minore tossicità ed infiammabilità.  Ciò non significa però che anche queste vernici siano innocue, anche perché molti prodotti mancano dei simboli di pericolosità necessari.  Il tipo di vernici usate sono sintetiche acriliche e in alcuni casi materie prime naturali come creta, borace, olio di rosmarino.  Però il problema che inducono questi ultimi prodotti è che essendo naturali formano col tempo muffe, a meno di non utilizzare prodotti antimuffa e battericidi. Per i pigmenti, è conveniente l’uso di pigmenti naturali , come le terre (ossidi di ferro, ocra, terra di Siena) o estratti da piante e animali . Vi sono inoltre alcuni prodotti di piccole ditte, che usano come solvente la trementina (distillato dal legno), che però , pur essendo naturale, ha un alto potere inquinante per l’ambiente. Sono preferibili prodotti costituiti da sostanze naturali, come essenza di trementina, cera d’api, vernici ad acqua, costituite da resine acriliche, pigmenti ricavati da vegetali e minerali.

Ridurre detersivi e disinfettanti e prodotti alternativi

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Alcune ditte hanno realizzato formulazioni con una maggiore attenzione alla salute ed all’ambiente. Si stanno affermando attualmente anche i detergenti concentrati, solidi o liquidi, con il vantaggio che hanno minor impatto ambientale, meno ingombro, e se ne usa circa la metà (110-170 g per 2,5 Kg di bucato al posto dei 220-250 g dei detersivi tradizionali).  I fosfati si possono sostituire con citrato sodico, oppure zeoliti o carbonato sodico (soda), i tensioattivi anionici con non ionici (alcol grasso etossilato), introducendo come ulteriore addolcitore prodotti dal granturco e barbabietole.  In queste formulazioni viene quasi del tutto evitata la presenza di eccipienti, cosa che, oltre a mantenere morbidi i tessuti, evita la formazione di incrostazioni e fanghi nelle fosse per le acque nere, in quanto questi detersivi sono completamente solubili in acqua.  Per il candeggio, vengono sostituiti i perborati con i percarbonati, di minor impatto ambientale.   Ad esempio, se l’acqua è dolce, non è necessario una gran quantità di addolcenti, e se il bucato non è eccessivamente macchiato, non è necessaria una gran quantità di candeggiante.

Pulizia forni : usare una buona spazzola saponata, o polvere abrasiva, a forno tiepido. Si può usare anche bicarbonato di sodio.  Le incrostazioni si possono prevenire proteggendo la base del forno con foglio d’alluminio.

Pulizia vetri e specchi: si può usare carta di giornale e acqua.  Gli inchiostri ed altri componenti della carta da giornale hanno l’effetto di rendere lucidi i vetri.  Oppure, per ogni litro d’acqua aggiungere due gocce di detersivo per piatti e mezzo bicchiere d’alcol denaturato (o in alternativa un poco di acido acetico al 15%).

Pulizia metalli: argento:si mette l’oggetto di argento appoggiato su un foglio di alluminio, immerso in acqua calda con un poco di bicarbonato di sodio.  Il solfuro di argento si riduce ad argento metallico, mentre l’alluminio viene ossidato a sale di alluminio.  Anche lo strofinio con dentifricio può essere indicato. In ogni caso, per l’uso di oggetti non di acciaio, è opportuno riporre gli oggetti asciutti e proteggerli per lunghi tempi di inattività con vaselina.

Pulizia lavabi: usare un succhiello in gomma, o la spirale metallica , con bicarbonato e detersivo leggero.

Disincrostanti : sono meno corrosivi se a base di aceto, contenenti sostanze smeriglianti delicate.

Disinfettanti: al posto della formaldeide, mezza tazza di borace per 4,5 litri d’acqua.

Disgorgatori: acqua bollente, bicarbonato (1/4 di tazza) e 50 ml di aceto.

Candeggianti: esametafosfato : 5 cl in 10 litri d’acqua.

Abrasivi: strofinare con limone secco sciacquato nel borace.

Trattamento pavimenti: Per ogni litro d’acqua, aggiungere una miscela formata da mezzo bicchiere d’alcol denaturato, due gocce di detersivo per piatti, un cucchiaino di bicarbonato.

Per la cera del legno , è meglio usare cera d’api o cera carnauba, e per il cotto, usare olio di lino, valido anche per i mobili.